Scarlino: arselle all’arsenico

15 02 2008

di Roberto Barocci – fonte: www.barocci.it

Come era stato previsto e come era prevedibile, si sono registrate nelle arselle, raccolte a pochi metri dalla spiaggia di Scarlino, concentrazioni di Arsenico tossiche per l’uomo. Erano già state documentate quantità di Arsenico superiore ai limiti di legge sia nelle falde idriche superficiali della piana retrostante la spiaggia, sia nelle sabbie dei canali che dalla piana retrostante arrivano in mare. Ancora una volta, il Comune di Scarlino e la Provincia di Grosseto, che già certificarono una inesistente anomalia “naturale”, sono chiamate a giustificare l’omessa delimitazione, messa in sicurezza e bonifica delle falde idriche inquinate dalle attività industriali realizzate nella piana di Scarlino.

Dal sito di Roberto Barocci si possino scaricare interessanti documenti

Nell’immagine sotto si vede l’area di Scarlino con sovrapposte le curve di iso-concentrazione di arsenico, calcolate sulla base del valore minimo del tenore di Arsenico in ogni punto.





Piana di Scarlino: Arsenico dovuto soprattutto alle industrie

15 07 2007

Follonica Scarlino
Periferia di Follonica, sullo sfondo la piana di Scarlino

Il Tirreno, Venerdì 20 Aprile 2007 (p. Scarlino IX) di F.N.

I risultati sono arrivati. Ieri, sono stati presentati i risultati della campagna di studio “Scarlino II” realizzata tramite la convenzione tra Regione, Arpat e dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e finalizzata a verificare la mobilità dell’arsenico dal suolo, alle acque e ai vegetali. “Scarlino II” (che ha come supervisore Giuseppe Tanelli) ha interessato le aree della Piana di Scarlino, dell’alto Bruna e del Pecora e ha previsto lo scavo di due pozzi alla Botte. Sono stati attraversati i terreni alluvionati e raggiungere lo strato roccioso a 144 metri di profondità.

Tanelli ha evidenziato che nella perforazione del pozzo profondo alla Botte sono state individuate ben 9 falde: «Mentre la falda freatica superficiale presenta tenori elevati di arsenico, nelle otto falde artesiane sottostanti si rileva un netto abbattimento di tale presenza, ma non sempre al di sotto dei limiti di legge».
Ieri mattina, per la prima volta è stato evidenziato che la presenza di arsenico nella piana di Scarlino è dovuta non soltanto a motivi “geologici”, ma anche e soprattutto a motivazioni di tipo antropico e industriale. E se il presidente della Provincia di Grosseto, Lio Scheggi dice che «è inutile fare allarmismo», il segretario di Rifondazione Roberto Barocci sottolinea che «l’arsenico nelle falde acquifere della Piana c’è, ed è un’emergenza». «Se si continua a far finta che tutto sia sotto controllo e a non agire con decisione per identificare e rimuovere la causa dell’inquinamento, si rischia di fare avvelenare anche i pozzi Bicocchi, ovvero le fonti dalle quali Follonica attinge l’acqua potabile per i suoi cittadini» ha aggiunto il segretario di Rifondazione. Per Barocci gli studi sull’arsenico condotti dal ‘93 ad oggi sono basati su modalità che violano le previsioni di legge: «Ci sono tre punti che lo dimostrano: la mancata delimitazione dell’area della falda superficiale inquinata e la mancata indagine sulle falde idriche profonde, nonostante risultino inquinate da analisi documentate da pubblici uffici; in secondo luogo l’aver ignorato i percorsi di migrazione dei metalli tossici dalle sorgenti di contaminazione alle acque di falda; in terzo luogo aver lasciato nei terreni alte concentrazioni di metalli tossici e arsenico». Parole, quelle di Barocci, che non sono piaciute al presidente Scheggi che lo ha invitato a rivolgersi alla Procura per sciogliere i propri dubbi”. La Provincia sta inoltre valutando l’eventualità di agire legalmente contro Barocci. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale all’Ambiente, il Verde Marino Artusa: «Apprezzo il lavoro di Tanelli e dell’Arpat. Ora è il momento di agire».





Scarlino, RTA “La Castellina”

15 07 2007

Non solo il centro storico è un unico monumento. Anche la campagna residua – o i brandelli di quell’ambiente naturale che caratterizzava il nostro ex «bel paese» – deve essere trattata alla stregua di un monumento. Un monumento della cultura materiale e artistica.
Cervellati, L’arte di curare la città

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I lavori di realizzazione di circa 90 minialloggi del complesso immobiliare turistico residenziale “La Castellina” nel comune di Scarlino (Gr) iniziati nel maggio 2005 – C.E. n. 2174 del 23/2/2005

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