Un nuovo polo termale a Roselle, progettato da una cordata di imprenditori locali. Questo il megaprogetto cullato dal neopresidente di Confindustria Grosseto, Mario Salvestroni, come ha spiegato ieri insediandosi al timone.
di El. Gi. – fonte il Tirreno, 4/7/09 – Grosseto II
E il nuovo timoniere rilancia: «Polo termale»
Il primo progetto dell’ingegner Mario [Salvestroni] torna a puntare sull’acqua di Roselle
Cinquantanove anni, ingegnere, titolare di una concessionaria auto e imprenditore del settore turistico-alberghiero ed edile, Salvestroni coltiva da tempo l’idea di sfruttare l’acqua calda nel capoluogo, e rilanciare il sistema produttivo anche «attraverso il termalismo». La Maremma è terra ricchissima dal punto di vista delle risorse termali, e Salvestroni sta pensando di sfruttarle proprio a Roselle, cuore di un faraonico progetto fresco di naufragio. «In provincia di Grosseto siamo sempre andati a cercare soluzioni esterne. Io invece sto pensando di coagulare imprenditori locali, e farli partecipare a un progetto in cui Confindustria sia il punto di riferimento».
L’ipotesi è quella di un polo termale con strutture alberghiere e «una parte di residenziale che avrà il compito di ridurre l’impatto economico
dell’investimento del settore alberghiero». Per quanto riguarda l’area, «questo farà parte di un incontro che chiederò a breve al sindaco Bonifazi e al presidente Marras. Il Comune di Grosseto sta definendo il regolamento urbanistico, e potrebbe essere un’idea quella di inserire il nostro progetto. Addirittura vorrei promuovere una finanziaria che veda rappresentati imprenditori locali, banche e spero enti pubblici».
50 mila metri cubi di albergo e bagni termali già autorizzati nell’ex Cava Buca dei Lucchesi di Roselle… sembra sia l’unico modo per la “riqualificazione delle vecchie cave” un ennesimo fiore all’occhiello del nostro territorio….. tra cemento e nuovi pozzi per lo sfruttamento delle acque termali.
Roselle: Cava Buca dei Lucchesi
Il Tirreno, 2/6/09 (Grosseto I) Svolta per l’albergo termale a Roselle Il Comune avvia l’iter per concedere l’acqua all’imprenditore Pozzi Leggi il seguito di questo post »
di Emilio Guariglia – fonte: Il Tirreno, 13/8/2008
Sì al contenzioso con la società concessionaria e nomina di un avvocato
I GRANDI FLOP
Si diceva da tempo, stavolta è ufficiale. Nero su bianco, il sogno del ciclopico polo termale di Roselle naufraga. Affoga nell’inchiostro di una delibera della giunta Bonifazi che – in data 5 agosto – avvia formalmente la rescissione del contratto stipulato a suo tempo con la “Rosellae Thermae” spa. Ovvero la società privata che, in virtù della convenzione sottoscritta con il Comune di Grosseto il 10 settembre 2004, doveva costruire e gestire alberghi e strutture sfruttando la preziosa acqua calda che sgorga dalle viscere di Roselle. Leggi il seguito di questo post »
Il quartiere Casalone nasce nei pressi dell’argine dell’Ombrone, nella periferia Sud di Grosseto, grazie all’ “Accordo di programma Regione Toscana – Comune di Grosseto” del 14/1/1994 (Art. 18 Legge 203/1991)
Vista del vicino argine dell’Ombrone.
Sotto vista del quartiere dall’argine.
Strada di accesso al quartiere. Due delle quattro torri di 10 piani in fase di ultimazione nel cuore del quartiere.(2006)
Nel mondo ormai esistono mille alternative di massa e a buon mercato. L’equazione Valorizzazione = Mc Edificati serve solo a nascondere azioni speculative che trovano terreno fertile nell’ignoranza diffusa. Se davvero vogliamo valorizzare il nostro territorio cerchiamo di farlo senza distruggerlo ma rispettando quello che altri paesi non hanno e non possono copiare: La nostra storia! (a fianco le rovine della città etrusco-romana di Roselle)
A Grosseto si odono grandi lamentele per il ritardo nell’esecuzione del progetto, sotto illustrato, che resta fermo per le difficoltà del Comune ad espropriare le aree interessate. Il progetto (www.termediroselle.it/) recupererà l’edificio termale mai completato con:
– 60.000 mc di costruzioni;
- 9 piscine;
- 250 camere di albergo 4 stelle;
- 3 ristoranti;
- 5.000 mq per cure termali;
- Centro congressi per 500 persone;
- 3.000 posti auto;
- Beauty farm, Punto di ristoro;
- Book shop;
- Bus navetta per le rovine etrusche; scarica Presentazione .pps (333 KB)
L’edificio esistente rimasto incompiuto.
Il progetto che ingloba l’edificio esistente evidenziato in rosso.
Difendiamoci dai difensori del territorio:
Un appello del prof.Mario Innamorati
Dipartimento di BiologiaVegetale, Università di Firenze
Il Progetto n° 20 “Foce del fiume Ombrone” fa parte del Programma di Interventi Prioritari di Recupero e Riequilibrio del Litorale della RegioneToscana (Delibera. Cons.Reg.Tosc. 47/2003).
Il Progetto interessa la foce solo nominalmente, perché riguarda invece tutta l’ala sinistra del delta comprendendovi la ricostituzione della spiaggia di Marina di Alberese, con 8 pennelli di 250 m, riversandovi 100.000 mc di sabbia prelevati dalla bellissima spiaggia di Collelungo.
Noi non sappiamo se originariamente il Progetto riguardasse la sola foce ed il semplice rifacimento di un argine a difesa delle preesistenti opere di bonifica e se poi vi sia stata fatta rientrare anche la ricostituzione della spiaggia di Marina di Alberese, ma sta di fatto che questa seconda parte è un attentato alla conservazione della natura in un Parco naturale ed è oltretutto un opera brutta.
Al fine della conservazione chiediamo che, oltre ai singoli, anche le società scientifiche e le associazioni ambientaliste protestino ufficialmente invitando la Regione Toscana, le altre Amministrazioni competenti al rilascio del parere sul progetto e quanti altri pensiate interessati ad impedire che venga violata la legge di tutela della natura in un Parco naturale e si realizzi la deturpazione a Marina d’Alberese ed a Collelungo.
greenreport.it – Parco della Maremma, riparare o non riparare la spiaggia? Questo è il problema: Giampiero Sammuri, presidente del Parco, risponde all´appello contro gli interventi antierosione inviato alle associazioni ambientaliste da Mario Innamorati, presidente del comitato scientifico. di Lucia Venturi
Il Tirreno, 19/11/2007 di Claudio Bottinelli Scogliere antierosione al Parco (4,5 milioni di Euro)
Parco dell’Uccellina. Un gioiello nell’offerta turistica della Maremma. Ma un gioiello che da qualche anno sta perdendo parte del suo splendore a causa dell’erosione marina che sta mangiandosi (letteralmente) la sua spiaggia. Ormai il mare ha portato via anche parte del piazzale di sosta delle auto e si è preso perfino un ristorante; e le onde arrivano a portar via gli alberi più vicini al mare della splendida pineta. Un problema grosso del quale chiediamo notizie al presidente del Parco, Giancarlo Sammuri. Come pensate di affrontare l’erosione? abbiamo chiesto a Sammuri. «Abbiamo un progetto, – risponde il presidente – che ha superato anche le verifiche di compatibilità ambientale, e stiamo attendendo l’accordo di programma con la Regione per affidare l’esecuzione dei lavori al Consorzio Bonifica». Cosa prevedono questi lavori a difesa del litorale? «E’ prevista la creazione di pennelli sommersi e di un argine come quello che c’era; ma verrà realizzato con tecnologie più moderne. In mare saranno realizzati questi sommersi per trattenere la sabbia e dietro si farà una sorta di argine che dovrebbe fare da ulteriore baluardo. Se non interveniamo l’erosione creerà uno scombinamento per tutti gli ambienti di duna e retroduna: dove era l’acqua dolce ora c’è acqua salata e questo determina una alterazione ambientale. Seccano i pini, fra l’altro». Comunque siete pronti per intervenire… «Siamo pronti. Manca solo la stipula dell’accordo con la Regione Toscana, quindi potremo affidare i lavori». Quanto verrà a costare? «Si parla di quattro milioni e mezzo di euro. Ma si tratta di un intervento che dovrebbe dare respiro all’intero litorale».
Loc. Madonnino tra Grosseto e Roccastrada, ai piedi del borgo medioevale di Montepescali, 200 ettari di campagna verranno trasformati in Polo Industriale, Polo Logistico, Polo Fieristico, Polo Agro Produttivo, Polo Intermodale, Polo Artigianale Commerciale …….
La denuncia di Luca Mercalli a “Che Tempo Che Fa”
29 ottobre 2006 (1 minuto)
2001, 24 aprile
il pres. della Provincia, Lio Scheggi
il sindaco di Roccastrada, Leonardo Marras
l’ass. regionale alle infrastrutture Riccardo Conti
l’ass. provinciale all’assetto del territorio, Anna Rita Bramerini
il pres. della Fimar, Massimo Frescucci
il pres. della Cooperativa Valle Bruna Giancarlo Innocenti
il ministro dell’industria, Enrico Letta.
e Grosseto Sviluppo
suggellano la volontà politica del nuovo polo industriale di 42 ettari diventati successivamente 39 ettari, forse per evitare la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)
che unito alle previsioni di piano del limitrofe comune di Grosseto diventano 200 ettari:
- Polo AGROINDUSTRIALE del Madonnino: 42 ha di urbanizzazioni in via di ultimazione che restano invendute dal 2001 perché realizzate dal comune in zona a vincolo idrogeologico soggette a inondazioni. Si attende l’istallazione di idrovore per 8 milioni di euro per mettere in sicurezza la zona che resta poco appetibile anche perché lontana dai centri abitati e non servita da acqua, luce etc. La destinazione d’uso è definita come Agroindustriale, ma in mancanza di utenti appartenenti a detta destinazione il comune comunica l’assegnazione di lotti a rivenditori d’auto, industria di materie plastiche, rivendita materiali edili etc..
- Polo FIERISTICO del Madonnino: 8 ha in fase di ultimazione realizzati con edifici del tutto inadatti al contesto agricolo;
- Polo LOGISTICO del Madonnino: 48 ha in attesa di essere realizzati;
- Polo AGRICOLO PRODUTTIVO del Madonnino: 33 ha in attesa di essere realizzati;
- Polo INTERMODALE: 30 ha in attesa di essere realizzati;
- Polo INDUSTRIALE: 40 ha in attesa di essere realizzati. Sono stati realizzati soltanto alcuni capannoni in aree limitrofe già urbanizzate;
- ESPANSIONE EDILIZIA (residenziale e commerciale) di Montepescali (Breaccagni) scalo originariamente di 900 abitanti su 25 ha ormai completati. Alloggi di piccolo taglio con autorimesse e soffitte abusivamente vendute come abitabili con conseguente aumento del carico abitativo e carenza dei relativi servizi.
L'area del £Polo Industriale" di Roccastrada visto da Roccastrada
Il PRG di Roccastrada unito al Piano Strutturale di Grosseto
La Zona Nord (Madonnino) vista da Montepescali:
la zona Sud (Braccagni) vista da Montepescali (N.B.: le immagini del polo intermodale sono riferite ad altri poli esistenti al fine di esemplificare quanto si vuole fare)
La zona industriale di Braccagni ai piedi di Montepescali, nascono i primi insediamenti
Il fragile equilibrio idrogeologico delle aree interessate in una sintesi di 4 min. da una trasmissione di “Maremma Channel” del maggio del 2007 in occasione della “Settimana della Bonifica”
Il primo lotto realizzato del Polo Industriale del Madonnino (territorio del comune di Roccastrada)
L'area del futuro Polo Logistico, a fianco di quello industriale (territorio del comune di Grosseto)
uno dei lotti in vendita
Il polo Industriale Madonnino: le aree , soggette a inondazioni verranno rialzate. E’ inoltre prevista l’istallazione di 4 IDROVORE per 5 milioni di Euro (ultimamente sembrano essere diventati 8 milioni) finanziate per il 50% dal Ministero dell’ambiente! Cosa succederà a valle quando l’acqua verrà pompata a 6000 litri al secondo?
carta storica in cui si vede il lago di Castiglioni (lago Prile) quando lambiva l'area interessata
una strada del polo industriale
da Il Tirreno, 2/4/2009
“Polo agroalimentare ai confini di Grosseto, già venduti diversi lotti, le prime cinque ditte aprono i cantieri nei prossimi giorni”
Oltre al Consorzio Agrario Provinciale ecco l’elenco delle alte aziende che hanno acquistato i lotti:
Formazione addetti allo spettacolo (Full Time di Berti & C snc)
Vendita auto (Autostima srl)
Stoccaggio e lavorazione inerti (Massai srl)
Stoccaggio e lavorazione inerti (Col.Mar. srl)
Materiali in pvc e vetroresina (Tecnobath srl)
Trasporti e scavi (Pepi srl)
Vendita autocarri (Toscana Autocarri spa)
Queste imprese possono dirsi parte di un sistema agroalimentare o agroindustriale se si definisce come tale un sistema che integra strettamente agricoltura e industria alimentare?
Come si conciliano questi 42 ettari di urbanizzazione con
«Ambiente e paesaggio sono la nostra ricchezza, tuteliamoli La Maremma è il suo ambiente, i suoi paesaggi. C’è un legame inscindibile tra questi elementi e l’identità del territorio. Tutelarli significa dare prospettive di sviluppo a turismo e agricoltura» leonardomarras.it
“Dei 25 lotti realizzati, ad oggi ne sono stati venduti sette.” ad oggi dal 2001 … non si può dire che le aziende facciano a pugni per investire qui, né che sia colpa della crisi.
da un articolo di Enrico Pizzi, Il Tirreno, 29/6/2007
Più spazio agli insediamenti produttivi: Il Madonnino rappresenta una priorità
Ci sono un centinaio di ettari da gestire, tra insediamenti produttivi e polo logistico, in quella fascia di territorio che va dall’attuale area fieristica, al confine con il Comune di Roccastrada, fino all’abitato di Braccagni. Una zona delicata, dal punto di vista del rischio idraulico, tanto che Bonifazi parla della necessità di investire circa 8 milioni di euro per metterla in sicurezza.
Ed è una condizione essenziale per trasformare quell’area agricola in un’area industriale e in un polo logistico per il quale sono stati riallacciati i rapporti con la società Pilt (Polo intermodale Logistic & Terminal Grosseto S.p.a.). Si parla di un’area di interesse sovra comunale che necessità interventi di messa in sicurezza e nella quale si ipotizza un forte impiego di energia da fonti rinnovabili: la Regione ha manifestato disponibilità a sostenere la progettazione integrata e un incontro è fissato il 10 luglio.
– “Il Tirreno” tutta la rassegna stampa.rtf (143 KB) 24/4/2001 – II polo del Madonnino è pronto al decollo
2/1/2001 – In Comune: Rivoluzione all’ufficio tecnico
18/4/2001 – Polo industriale al bando di partenza
16/3/2003 – «Siamo in attesa del colpo d’ala» Lo sviluppo punta sugli insediamenti agro alimentari
- II Polo fieristico
16/3/2003 – Protocollo d’intesa per lo sviluppo tra il Comune di Roccastrada e la Provincia di Grosseto
21/6/2006 – Aziende storiche costrette a fare i bagagli
28/7/2006 – Roccastrada regina dell’urbanistica
13/9/2006 – Fuga degli artigiani: mancano spazi in città
- A Castiglione porte aperte a chi arriva
- Duecento Tir in cerca di un’area di sosta
17/9/2006 – Non ci sono terreni per ospitare 60 aziende
- Vanno rivisti i regolamenti Pip per evitare la speculazione
- Mai un consenso così alto sul Corridoio tirrenico
21/9/2006 – II Centro Fiere è pronto, ma mancano le strade
22/9/2006 – Centro Fiere, il fiore all’occhiello di Fimar
22/9/2006 – II nubifragio crea disagi nell’area del Madonnino
22/10/2006 – Idrovore al Madonnino
5/1/2007 – Nuove industrie al Madonnino
13/01/2007 - La camera di commercio mette sotto accusa il Ptc: «Rallenta lo sviluppo»
25/3/2007 – Tutto esaurito alla Fiera
12/4/2007 - Agroalimentare: al Madonnino 100 imprese
11/6/2007 – Il Madonnino? Addio bellezza Qui trionfa l’omologazione
- SOS Paesaggio – Un guru del meteo apre la polemica
- COS’E’ IL GRANDE POLO
2/4/2009 – Arrivano le aziende e offrono lavoro. Partono gli insediamenti: subito garantiti dalle ditte 80 nuovi posti di lavoro